Museo Etnopreistoria del CAI di Napoli "Alfonso Piciocchi"

Museo sulla preistoria in Campania e sulla civiltà pastorale, contadina, montana nel Mezzogiorno

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Come nasce il Museo

La sezione napoletana del Club Alpino Italiano (in cui il Museo è incardinato), lungo i suoi 150 anni di vita, ha avuto come soci un gran numero di archeologi, geologi, naturalisti, botanici, vulcanologi e speleologi, tutti profondi conoscitori del territorio montano sotto molteplici aspetti tra questi
•    quello naturalistico (geologia, botanica, storia del paesaggio);
•    quello della presenza dell’uomo e della sua interdipendenza con il territorio.

Piciocchi

 

Alfonso Piciocchi contando sulla disponibilità di questo insieme di competenze decise di realizzare le prime vetrine per esporre e raccontare i reperti ritrovati durante le esplorazioni del Gruppo Speleologico della Sezione.
Di grande aiuto furono inizialmente i geologi (Paolo Scandone, Italo Sgrosso, Antonio Rodriguez, Silvio Di Nocera).
Poi per lo studio della fauna e dell’ambiente in età preistorica si aggiunsero paleontologi e botanici (Carmela Barbera, Amalia Tavernier, Annamaria Conte, Anna Virgili).
E poi ancora altri geologi (Lodovico Brancaccio, Antonio Cutilli).


Castel dell'Ovo

 

Nel 1984 la Sezione del CAI di Napoli riuscì ad ottenere alcuni ambienti nel Castel dell’Ovo.
In quei locali Alfonso Piciocchi allestì numerose vetrine che rispondevano ai suoi obiettivi di divulgazione scientifica.



 

 

Missione del Museo

La Missione del Museo è ben definita dall’Articolo 3 del Regolamento approvato nel marzo del 2022

“L’organizzazione che la Sezione ha dato al Museo ha come scopo la conservazione e la sistemazione dei reperti ospitati secondo un’esposizione cronologica che risponde a finalità prevalentemente didattiche.
L’obiettivo è quello di stimolare l’interesse
•    sulla Preistoria,
•    sull’influenza del clima
•    sull’evoluzione dell’umanità e del popolamento in età storica,
•    e sull’importanza di trovare un nuovo equilibrio tra le attività dell’uomo e le risorse naturali.

In sostanza il Museo si pone (senza fini di lucro) al servizio della società
•    con la ricerca, l’acquisizione e la conservazione di testimonianze dell’uomo e del suo ambiente
•    con la loro esposizione per motivi di studio, istruzione e divulgazione.”

 

 

Come è articolato il Museo

Sono 2 le Aree
•    Quella dedicata ai Reperti PreistoriciArea Preistoria
•    Quella dedicata alla Etnografia ed alla Cultura Contadina

Le vetrine dell’Area dedicata alla Preistoria seguono un ordine cronologico.
Vi sono quindi
•    una sala con esposti i reperti del Paleolitico,
•    un’altra con reperti riferibili al Mesolitico ed al Neolitico
•    ed un’altra con reperti dell’età dei metalli.


Area EtnografiaL’area dedicata all’Etnografia illustra tre realtà:
•    la prima quella di una tribù della Nuova Guinea che ha vissuto lungamente nell'economia del paleolitico (la ricca collezione di utensili e foto fu donata alla sezione dall'etnologo Carlo de Martino);
•    la seconda è quella del mondo pastorale che, secondo le teorie di Salvatore Puglisi, dovrebbe collegarsi alla cultura preistorica della civiltà appenninica (Bronzo medio e finale);
•    la terza è la realtà contadina con ricco materiale raccolto in varie province dai nostri soci.

 

 

L’area dove sono collocati i siti di ritrovamento dei reperti preistorici

Il nostro Contesto è costituito dai rilievi collinari e montuosi che circondano la Piana del Sele.

geografia

 

 

Il sito del Museo

Il sito è stato pensato per mettere a disposizione di tutti
•    le immagini dei reperti ritrovati durante le esplorazioni del Gruppo Speleologico della Sezione;
•    gli articoli elaborati da Alfonso Piciocchi ed altri soci che descrivono i siti di ritrovamento.


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