Museo Etnopreistoria del CAI di Napoli "Alfonso Piciocchi"

Museo sulla preistoria in Campania e sulla civiltà pastorale, contadina, montana nel Mezzogiorno

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Vetrine

La disposizione e la logica delle Vetrine del Museo

Le prime, poche, vetrine per l’esposizione dei reperti, ritrovati durante le esplorazione del Gruppo speleologico del CAI di Napoli, furono allestite nel 1973 nei locali del Maschio Angioino che all’epoca ospitavano la Sezione. Col terremoto del novembre del 1980 quei locali dovettero essere lasciati liberi.

Nel 1984 la Sezione ebbe la possibilità di essere ospitata nel Castel dell’Ovo appena uscito da una vasta operazione di restauro. Il dottor Piciocchi avendo, quindi, una ampia disponibilità di spazi si trovò a decidere su come distribuire i reperti nelle nuove più numerose vetrine. Egli scelse di seguire un criterio cronologico che mostrasse soprattutto l’evoluzione dei manufatti umani durante la preistoria. Questo tipo di scelta era, ed è, molto funzionale all’obiettivo di essere quanto più chiari sia possibile nella illustrazione dei reperti alle scolaresche in visita al Museo.
Lo schema che segue vuole dare un’idea della sequenza dei periodi della preistoria umana con l’evidenziazione di quali sono le principali caratteristiche dell’evoluzione tecnologica nella lavorazione della pietra.

La possibilità di utilizzare le schede elaborate per realizzare l’Archivio Fotografico del Museo danno la possibilità, ora, di realizzare delle vetrine virtuali per luogo di ritrovamento.
In questo caso cambia l’ottica della lettura dei reperti perché si cerca di interpretare le caratteristiche della presenza dei nostri antenati nelle grotte o nei ripari esterni dove si sono verificati i rinvenimenti.

Nelle cartelle dei Luoghi di ritrovamento verranno inseriti :

  • le immagini dei reperti ritrovati in quel specifico insediamento preistorico;
  • gli articoli che illustrano la caratteristiche del luogo e dei reperti.

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